Finisce senza gol e senza particolari emozioni tra Lecce e Sassuolo al Via del Mare. Uno 0-0 sostanzialmente giusto che permette al Lecce di salire a quota sei punti in classifica, mentre i neroverdi emiliani arrivano a quota 10 punti consolidando la loro posizione di metà classifica. Eusebio Di Francesco si affida a Stulic nel ruolo delicato di centravanti unico, nonostante la strepitosa tripletta di Camarda nelle due recenti gare con l’Under 21 azzurra di qualificazione europea che aveva fatto sperare in una maglia da titolare; Fabio Grosso dal canto suo conferma invece Pinamonti come terminale offensivo con il supporto esterno di Berardi e Laurienté sulle fasce d’attacco.
Primo tempo: il Lecce prova a fare la partita
Il primo squillo della gara è del Lecce con una conclusione potente dal limite dell’area di rigore, che termina però fuori dallo specchio della porta avversaria, tentata da Ramadani a metà frazione. E sono sempre i padroni di casa salentini che provano con maggior convinzione a fare la gara offensiva e ad arrivare in area avversaria per sbloccare il risultato e portarsi in vantaggio. La chance più grande della prima frazione capita a pochi minuti scarsi dall’intervallo con Stulic, che con il suo pregevole mancino calibrato manda fuori di pochissimi centimetri sfiorando il palo alla destra del portiere neroverde Consigli.
Il Sassuolo nella prima mezz’ora sembra più attendista e propenso a controllare gli spazi piuttosto che ad attaccare con continuità la retroguardia leccese ben organizzata tatticamente. Le proteste arbitrali sono sempre un tema caldo nel calcio italiano e le polemiche sui rigori in Juventus-Atalanta hanno dimostrato quanto sia fondamentale l’interpretazione dell’arbitro nelle decisioni che possono cambiare l’esito delle partite più importanti della stagione calcistica.
Ripresa: il Sassuolo alza il baricentro senza sfondare
Nella ripresa il Sassuolo di Grosso sembra decisamente più vivace e propositivo rispetto ai primi 45 minuti giocati con eccessiva prudenza. La difesa leccese ben disposta si deve rifugiare precipitosamente in calcio d’angolo su un cross insidioso e teso di Doig dalla sinistra che aveva creato scompiglio nell’area piccola giallorossa. I neroverdi emiliani, però, rischiano grosso su una girata acrobatica e potente di Tiago Gabriel ben servito al centro dell’area, per poi perdere malamente una buona occasione ghiotta quando Laurienté fallisce clamorosamente l’appoggio semplice in area a Pinamonti completamente smarcato e solo davanti al portiere avversario.
Il forcing finale non basta: finisce in parità
Il Sassuolo insiste con maggior convinzione negli ultimi venti minuti con un tiro pericoloso a incrociare di Berardi dal limite destro dell’area, ma il suo tentativo calibrato si spegne inesorabilmente sul fondo di pochi centimetri senza impensierire seriamente Falcone. Gli ultimi minuti vedono entrambe le squadre provare timidamente a vincerla ma senza crederci veramente fino in fondo. Finisce 0-0 al triplice fischio finale dell’arbitro: con le due squadre che badano evidentemente più a non farsi male e a non perdere punti preziosi che a trovare disperatamente la vittoria a tutti i costi rischiando pericolose ripartenze avversarie.
Le scelte tecniche: Camarda ancora in panchina
Una delle decisioni più discusse alla vigilia era stata proprio la conferma di Stulic dal primo minuto nonostante la straordinaria forma di Camarda reduce dalla tripletta in nazionale giovanile. Di Francesco ha privilegiato l’esperienza e la conoscenza tattica del sistema di gioco rispetto all’entusiasmo del giovane bomber, scelta che però non ha portato i frutti sperati considerando la sterilità offensiva mostrata dai padroni di casa salentini. Grosso invece ha confermato le sue certezze offensive ma anche il Sassuolo ha faticato tremendamente a creare occasioni davvero pericolose contro una difesa leccese molto compatta e ben organizzata nelle due fasi di gioco.
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