CITY VINCE E COMMUOVE: 3-1 AL BOURNEMOUTH NELL’ADDIO DI DE BRUYNE ALL’ETIHAD

Serata di emozioni a Manchester con il ritorno in campo di Rodri dopo 8 mesi e l’ultima casalinga del campione belga. La squadra di Guardiola ipoteca la Champions

Una notte di calcio, gol ed emozioni. Il Manchester City ritrova vittoria e sorriso battendo 3-1 il Bournemouth nel recupero della 37ª giornata di Premier League, regalandosi una serata che va ben oltre i tre punti conquistati. L’Etihad Stadium ha vissuto momenti indimenticabili nell’ultima apparizione casalinga di Kevin De Bruyne con la maglia dei Citizens, accompagnata dal ritorno in campo di Rodri dopo otto lunghi mesi di assenza per infortunio.

La corsa Champions si tinge di celeste

Con questa vittoria, il City si posiziona saldamente al terzo posto con 68 punti, mettendosi in pole position nella serrata corsa per gli ultimi posti disponibili in Champions League dietro Liverpool e Arsenal. Nell’ultima giornata ai ragazzi di Guardiola basterà anche un pareggio sul campo del Fulham per garantirsi l’accesso alla massima competizione europea, obiettivo fondamentale per salvare una stagione altrimenti deludente per gli standard del club.

La differenza reti (+26) rappresenta un cuscinetto di sicurezza importante rispetto alle inseguitrici Newcastle, Chelsea, Aston Villa (tutte a 66 punti) e Nottingham Forest (65), rendendo il City virtualmente qualificato anche in caso di pareggio nell’ultima giornata.

Spettacolo e prodezze

La partita si è accesa al 15′ con una prodezza balistica di Omar Marmoush, che ha scagliato un missile da oltre 30 metri nell’angolino alto, realizzando una rete da cineteca che si candida già come gol dell’anno in Premier League. L’egiziano, in forma straripante, ha confermato di essere uno degli acquisti più azzeccati della gestione Guardiola.

Al 25′ De Bruyne ha sfiorato il raddoppio colpendo clamorosamente la traversa su assist proprio di Marmoush, mentre il Bournemouth ha risposto al 33′ con Evanilson che in acrobazia ha centrato il palo. Il 2-0 è arrivato al 38′ grazie a Bernardo Silva, abile a finalizzare una combinazione in area con Gündogan.

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Emozioni e cartellini rossi

La ripresa ha vissuto di fiammate improvvise, con l’espulsione di Kovacic al 67′ per un fallo da ultimo uomo su Evanilson lanciato a rete dopo un errore di Gvardiol. Guardiola ha orchestrato i cambi con maestria, concedendo la meritata standing ovation a De Bruyne e inserendo Gonzalez per riequilibrare il centrocampo.

La parità numerica è stata ristabilita poco dopo quando Cook è stato espulso per un intervento pericoloso proprio ai danni dello spagnolo appena entrato. L’Etihad è letteralmente esploso all’83’ quando Rodri, il Pallone d’Oro spagnolo, è tornato in campo dopo otto mesi di stop forzato, completando la serata perfetta dei padroni di casa.

Così come la Lazio in Europa League ha saputo reagire nei momenti difficili per avanzare nella competizione, anche il City ha dimostrato di saper gestire le avversità, superando la delusione per la recente sconfitta nella finale di FA Cup contro il Crystal Palace.

Il sigillo finale e l’addio commovente

Gonzalez ha calato il tris all’89’, prima che Jebbison segnasse il gol della bandiera per gli ospiti al 96′, troppo tardi per rovinare la festa dei Citizens. Il finale è stato un crescendo di emozioni, con la cerimonia d’addio per De Bruyne che ha fatto scendere lacrime sui volti dei tifosi, del protagonista stesso e persino di un commosso Guardiola.

Il belga saluta l’Etihad dopo nove stagioni indimenticabili, 102 gol, 170 assist e 14 trofei conquistati, lasciando un’eredità che sarà difficile da eguagliare. La sua classe cristallina, la visione di gioco e la leadership silenziosa hanno contribuito a scrivere la pagina più gloriosa nella storia del Manchester City.

Ora per i Citizens l’obiettivo è chiaro: conquistare il punto necessario nell’ultima giornata contro il Fulham per garantirsi l’accesso alla prossima Champions League e iniziare a programmare il futuro, con la consapevolezza che sostituire un campione del calibro di De Bruyne rappresenterà forse la sfida più complessa per Guardiola e la dirigenza del City.

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