Chi sarà, tra tutti i presidenti di Serie A, il primo ad alzarsi e chiedere apertamente notizie sul prossimo commissario tecnico? È la domanda che si aggira tra i corridoi della Lega Calcio in queste ore. E oggi, forse, arriveranno le prime risposte concrete. Un incontro storico, quello previsto per questo pomeriggio, che potrebbe segnare una svolta per il calcio italiano.
L’assemblea di Lega A è fissata per le 11.30. Ma diciamocelo, l’attenzione vera è tutta rivolta a un’ora e mezza dopo. Alle 13, infatti, andrà in scena il primo faccia a faccia tra Giovanni Malagò, neopresidente federale, e i suoi due fedelissimi, Paolo Maldini e Leonardo. Un momento che, per certi versi, ha il sapore della svolta dopo mesi complicati.
Un’Italia ferita che cerca unità
Il contesto, va detto, non è dei più semplici. Tre mancate qualificazioni Mondiali pesano come macigni sulla testa di chi deve ricostruire. C’è bisogno, insomma, di remare tutti dalla stessa parte, cosa che nel calcio italiano viene predicata spesso ma raramente messa in pratica davvero.
Un segnale positivo, però, c’è: per la prima volta dai tempi di Carraro, la Serie A è riuscita a portare il proprio candidato alla presidenza di via Allegri. Un dettaglio che non è affatto secondario, anzi, rappresenta un piccolo motivo di speranza per tutto l’ambiente. Malagò introdurrà Maldini e Leonardo, che sveleranno in anteprima metodologie di lavoro, programmi di rilancio e, soprattutto, idee sulla filiera del settore giovanile.
Il nodo centrale: chi sarà il nuovo commissario tecnico?
Ma veniamo al punto che sta a cuore a tutti, quello che tiene banco da settimane. Oltre un mese dopo l’elezione di Malagò, ancora nessuna indicazione ufficiale sul nome del futuro ct. E i presidenti, va detto, iniziano a spazientirsi.
Perché se ci sono i soldi per Guardiola, si domandano in tanti, perché non si valuta seriamente Antonio Conte? Il tecnico, capace di vincere scudetti con quattro club diversi (Juve, Inter, Napoli e pure il Chelsea in Premier), resta il nome preferito dalla maggioranza dei club. Malagò, dal canto suo, prova a mantenere il riserbo. Anche perché, di certezze, al momento ce ne sono davvero poche.
L’idea iniziale era quella di presentarsi già con un nome in tasca. Invece toccherà attendere ancora. Guardiola, che fino a poco tempo fa sembrava il candidato numero uno, appare oggi una pista sempre più complicata. Non è ancora arrivato il no definitivo, però. E quella rimane ancora una possibilità, per quanto remota.
Guardiola riflette a Barcellona, salta il matrimonio di Donnarumma
Pep, stando alle ultime indiscrezioni, starebbe valutando la situazione insieme alla famiglia, comodamente a Barcellona. E, nonostante l’invito ricevuto, sembra improbabile una sua presenza domani a Locorotondo per il matrimonio del suo ex portiere, Gianluigi Donnarumma. Un evento che vedrà comunque ospiti d’eccezione, tra cui Erling Haaland, oltre agli stessi Malagò e Maldini.
L’amicizia tra Guardiola e Maldini risale a lontano, quando Pep conquistò la Champions nel 2009 con il Barcellona: un legame che va oltre il calcio e che testimoniano tanti aneddoti dal mondo dello sport.
Mancini, che ieri si è concesso una partitella di calcetto proprio con Malagò, aspetta notizie insieme a Pirlo. Entrambi, secondo indiscrezioni, scalpitano per conoscere il proprio destino. Il presidente federale non esclude una soluzione a sorpresa, anche se al momento non ci sono indizi concreti in tal senso. La scelta, ha ribadito più volte lo stesso Malagò, dovrà essere condivisa da tutti: non si può ripartire già in disaccordo, questo è chiaro.
I temi della mattinata in Lega
La riunione di stamattina affronterà questioni tecniche già da tempo all’ordine del giorno: la vendita dei diritti tv all’estero, il budget federale e le linee guida sulla vendita dei biglietti stabilite dall’Osservatorio. Argomenti importanti, certo, ma che oggi passano quasi in secondo piano rispetto all’incontro delle 13.
Dopo il confronto con Malagò, Maldini e Leonardo, i presidenti torneranno in assemblea per analizzare uno studio firmato dal CIES di Neuchâtel. Un report che mette a confronto i fattori tecnico-competitivi della Serie A con quelli di Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1. Non solo tempi di gioco o età media dei calciatori, ma soprattutto metodologie di sviluppo dei movimenti tattici.
Se leggi altre storie di competizioni internazionali ricche di tensione e conflitti agonistici, ecco il racconto della partita tra Maccabi e Bologna, una vera sfida di nervi nell’ultima notte di Europa League, che ti farà capire come l’Europa League sia capace di mettere a dura prova i nervi dei giocatori.
Simonelli, presidente di Lega, inviterà Malagò e i suoi collaboratori a restare per condividere insieme questa analisi dettagliata. Roba da nerd calcistici, insomma, ma che può fare davvero la differenza nel lungo periodo.
Il countdown verso settembre
Sono giornate calde, in tutti i sensi possibili. Tra poco più di due mesi, il 25 settembre, la Nazionale tornerà finalmente in campo, all’Olimpico contro il Belgio, nell’esordio di Nations League. E subito dopo arriveranno due trasferte tutt’altro che semplici: Turchia e Francia. Il tempo stringe, insomma, e servono decisioni rapide, condivise, definitive.
Non c’è margine d’errore. Gli azzurri devono ricominciare da zero, costruire una base solida. E tutto questo mentre il resto d’Europa non dorme e continua a perfezionare tattica e organizzazione.
Lo scenario che aspetta tutti
La sensazione è che questi ultimi giorni di luglio rappresentino una specie di spartiacque. Da una parte il glorioso passato del calcio italiano, dall’altra l’incertezza del futuro. Malagò sa che ha nelle sue mani una responsabilità enorme: quella di ricucire uno strappo che dura da troppo tempo.
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La domanda che rimane sospesa, però, è una sola: chi salirà in cattedra il prossimo autunno per ricondurre gli azzurri verso la luce? I prossimi giorni daranno finalmente una risposta. E magari, chissà, proprio nel corso di questo incontro di oggi potrebbe arrivare una sorpresa che nessuno si aspetta davvero.
